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Le terre che costituiscono attualmente l'Azienda sono appartenute alla famiglia dei Conti Carradori sin dalle sue origini che risalgono al XIV secolo; a quel tempo la famiglia disponeva di una adeguata attrezzatura artigianale per la costruzione e la riparazione di carri e carrozze, tant'è che l'etimologia del nome deriva da "CARRATORE", poi divenuto Carradori, il cui stemma si può ancora trovare sui termini lapidei siti ai confini della proprietà, raffigurante un carro a quattro ruote stilizzato.
Con l'andar del tempo la famiglia aumentò di importanza, anche economica, e cominciò ad acquisire terreni nei comuni di Montefano, Osimo, Recanati, Potenza Picena, Porto Recanati che si trovano nelle province di Macerata ed Ancona, per un'estensione di circa 2000 ettari, rendendo necessario la costruzione di un ampio magazzino, ancora esistente vicino al Palazzo Carradori a Montefano. Il momento più importante della famiglia fu all'epoca di Filippo, figlio di Telesforo che lasciò tutto in eredità ai figli Carlo, Telesforo ed Edvige i quali stabilirono fra loro un contratto che prevedeva il passaggio dei beni, alla loro morte, da un fratello all'altro; Telesforo morì di polmonite a vent'anni; Carlo morì senza sposarsi e quindi tutti i beni rimasero alla superstite Edvige che sposò il marchese Lotario Rangoni Machiavelli di Modena; questi ebbero tre figli: Giuseppe, Isabella e Filippo. Le proprietà andarono ai figli maschi, mentre Isabella fu esclusa. Alla sua morte, Filippo che non aveva avuto discendenza, lasciò tutto ad Isabella per "rimediare" alla decisione del padre.
L'amministrazione del Conte Roberto, cominciata all'inizio degli anni '50 è passata attraverso periodi di grosse trasformazioni; in particolare, con la fine della mezzadria, ritrovandosi a coltivare direttamente le proprie terre, ha dovuto effettuare grossi investimenti per riuscire a riorganizzarsi e dare un assetto produttivo all'Azienda. La gestione diretta coadiuvata da validi collaboratori, in primo luogo il dirigente Giuseppe Storani, ha comportato l'acquisto di macchinari ed attrezzi agricoli al passo con i tempi, l'investimento in capitali (come la costruzione di una nuova cantina e di una stalla per l'allevamento di bovini di razza marchigiana), nuovi impianti di irrigazione e l'accorpamento degli appezzamenti per attuare coltivazioni estensive. Dal 2000, anno della scomparsa del Conte Roberto, i tre figli, Aldobrando Filippo e Valperto, hanno proseguito l'opera del loro padre, senza stravolgere l'Azienda, cercando di prevenire i cambiamenti, investendo e continuando ad investire in maniera mirata, senza voler essere a tutti i costi all'avanguardia, ma al passo con i tempi. |
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